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MINACCIATA SINDACA LEGHISTA: LA FECCIA DEL PD NON ACCETTA SCONFITTA E VOLONTÀ POPOLARE

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MINACCIATA SINDACA LEGHISTA: LA FECCIA DEL PD NON ACCETTA SCONFITTA E VOLONTÀ POPOLARE

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Sta girando un volantino su Facebook e tra i negozi della cittadina toscana, con uno slogan inequivocabile con tanto di hashtag: #boicottacascina.

Dopo la risciacquata che la giovane ha dato alla sinistra locale che governava da 70 anni, gli antagonisti rossi passano alla riscossa con un bel «iniziamo a metterci la faccia».

E il comunicato continua: «Avete votato i razzisti? Eravate liberi di farlo! E io sono libero di portare i miei soldi da un’altra parte. Gli esercizi cascianesi vogliono continuare a fare affari? Espongano un bel cartello che non hanno votato candidati razzisti. Fate girare». Un messaggio inquietante sia per i contenuti che per i metodi, vagamente mafiosi. Viene, infatti, da chiedersi che cosa accadrebbe, secondo gli autorevoli mittenti di questo volantino, agli esercizi che si rifiutassero di esporre questo delirante manifesto fuori dai loro negozi, magari proprio perché domenica hanno votato la candidata del Carroccio. Non una razzista, come dicono loro, ma semplicemente una candidata, democraticamente eletta dal popolo. Che cosa significa poi «vogliono continuare a fare affari?» che se non fanno come dicono loro, potrebbe accadergli qualcosa? Il fatto è che Susanna Ceccardi, dal basso dei suoi 29 anni, fa paura. Nessuno ci avrebbe scommesso un euro bucato fino a quindici giorni fa, eppure la «ragazzetta» snobbata dal sindaco uscente del Pd, poi sconfitto, Alessio Antonelli (ha ottenuto appena 101 voti in più del suo sfidante), è diventata grande. È la prima sindaca leghista a guidare un’amministrazione toscana. Mai nessuna donna prima di lei (solo un sindaco del Carroccio nel 1999 a Bagni di Lucca), come nel 2011, quando venne eletta consigliere comunale, anche in quel caso la prima nella provincia di Pisa. Nel ruolo di mosca bianca, anzi «verde», si trova benissimo e va avanti per la sua strada: «In molti, in questi anni, mi prendevano in giro. Gli stessi che, oggi, sono stati sconfitti». Quegli sconfitti che le stanno mettendo sale nel serbatoio, facendo girare messaggi intimidatori rivolti ai commercianti. La Ceccardi aveva già ricevuto minacce quando sei mesi fa su Facebook contestò la canzone Imagine di John Lennon: l’8 gennaio 1.300 bambini cantarono il brano sotto al municipio in occasione di una festa organizzata dal Comune con le scuole. Un’idea del sindaco Antonelli. «Cosa dice la canzone? – scrisse la Ceccardi in un post che ebbe più di mille condivisioni – Dice immagina… Immagina un mondo senza religione, senza paradiso, senza proprietà privata. Qualcuno lo ha immaginato davvero questo mondo, e lo ha realizzato. Si chiama comunismo e ha fatto milioni di morti. La musica sarà anche carina, ma le parole sono aberranti. Andrebbe spiegato ai bambini che sono stati usati per questa ennesima pagliacciata». Ceccardi venne minacciata. Oggi però è diventata sindaco. E le minacce continuano. «Come si cambiano le cose? Come mi ha insegnato Salvini: con il coraggio». E lei, per ora, sta dimostrando di averne da vendere.

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