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“L’Italia è troppo fragile, nel 2017…” Quella voce tremenda dal governo

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“L’Italia è troppo fragile, nel 2017…” Quella voce tremenda dal governo

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La voce tremenda dal governo: “Nel 2017 rischi e incognite, Italia troppo fragile”

“Dobbiamo metterci in sicurezza con un piano straordinario”. A lanciare l’allarme è il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che intervistato dal Corriere della Sera si prende la scena facendo capire come i prossimi mesi potrebbero avere risvolti drammatici: “Il 2017 sarà un anno pieno di incognite e di rischi. Le democrazie occidentali vivono il loro peggior momento dagli Anni 30 del Novecento, i valori della società aperta su cui sono fondate appaiono minoritari, quando non addirittura sconfitti. E l’Italia affronta questa fase con una fragilità finanziaria, economica, politica, sociale e istituzionale che viene da 25 anni perduti. Per questo gli effetti della crisi da noi sono stati drammaticamente peggiori rispetto agli altri Paesi europei”.

Per questo, spiega il ministro, “dobbiamo ragionare come sistema Paese, tutelare in modo più netto gli interessi nazionali, avviare una vera politica di inclusione sociale per contrastare il populismo. Anche prendendoci tutti gli spazi di bilancio che servono”. Il concetto suona più o meno come un disconoscimento dell’operato dell’ex premier Matteo Renzi: “Non possiamo più tentare di esorcizzare la gravità della situazione con l’ottimismo, o nascondere la complessità dei problemi, cedendo alla logica del Truman Show che i populisti, 5 Stelle in testa, provano ad imporre”.

Per il titolare del Mise “nella maggior parte dei casi gli investimenti esteri portano crescita ma dovremo comunque essere pronti a una tutela più assertiva degli interessi e degli asset economici nazionali strategici nei confronti dei partner, anche europei, che spesso usano in modo più coordinato e aggressivo di noi il sistema Paese”. Il tema sul tavolo è quello della scalata dei francesi di Vivendi a Mediaset. “Dobbiamo ricostruire una rete fatta di grandi aziende, pubbliche e private, e di istituzioni finanziarie capaci di muoversi all’occorrenza in modo coordinato, tra di loro e insieme al governo”. Su Mediaset, spiega ancora, “abbiamo deciso di operare con la moral suasion, non ci sono piaciute le modalità dell’operazione”. Il caso Monte Paschi invece “è diverso. La Germania ha usato 241 miliardi di euro per ricapitalizzare le sue banche, e ora
protesta per un’operazione che rispetta totalmente le regole, mentre blocca il completamento dell’Unione bancaria”, accusa. Altra stilettata agli falchi tedeschi arriva sull’Ue: “Dovremmo prenderci tutti gli spazi di bilancio che i mercati, e non la Commissione europea, ci consentono per mettere in atto un piano straordinario di rilancio economico e sociale che abbia al centro un massiccio piano di investimenti pubblici e privati. L’anno giusto è il 2018, dunque la prossima legge di bilancio”. Il che presuppone un governo che riesca a vivere almeno fino alla fine del 2017.

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